Pesaro, città antica e nuova insieme, patria di Lucio Accio e Gioacchino Rossini, di Annibale degli Abbati Olivieri Giordani e di Luigi Morselli, accoglie in sè eloquenti espressioni di un passato sempre vivo nella coscienza della sua popolazione intraprendente e laboriosa: da alcuni resti di capanne dell’età del ferro ai numerosi reperti greci, etruschi e romani, amorosamente ordinati nel museo archeologico Oliveriano; dalla ricca quadreria legata a nomi di pittori famosi alla splendida collezione di ceramiche rinascimentali, che nel loro insieme costituiscono il cuore del Museo Civico; dalle singolari raccolte di manoscritti, pergamene, monete e opere a stampa della Biblioteca Oliveriana ai preziosi autografi e cimeli rossiniani, conservati dalla Fondazione Rossini nel tempietto rossiniano all’interno di palazzo Olivieri, sede di uno dei più prestigiosi Conservatori di Musica italiana e straniera. Fondata probabilmente dai Piceni intorno al IX sec. a.C., fu colonia romana nel III sec. a.C. Distrutta nel 539 dagli Ostrogoti, fu ricostruita dai Bizantini e divenne membro della Pentapoli marittima dell’Esarcato di Ravenna. Occupata dai Longobardi nel 752, fu donata dai Franchi al Papa Stefano II. Libero Comune nell’XI sec., passò sotto il dominio delle signorie dei Malatesta (1296), degli Sforza (1445) e dei Della Rovere (1512). Nel 1631 ritornò definitivamente alla Chiesa. Il soffio del progresso si fa sentire in questa città, dinamica nell’industria, all’avanguardia nella proposta culturale e turistica, non dimentica di quel Gioacchino Rossini che lasciò il suo patrimonio alla città natale e che viene ricordato ed esaltato col culto delle memorie storico-architettoniche e con un Festival divenuto ormai il secondo evento musicale europeo per importanza. Villa Imperiale. Due edifici del 400 e 500 circondati da una pineta. La valenza culturale del luogo è altissima: vi si raccolgono, tra l’altro, testimonianze di come passava le proprie vacanze la raffinata società rinascimentale. La villa fu abitata dai Della Rovere, dai Gonzaga ed anche dai Gesuiti dopo la cacciata dalla Spagna e dal Portogallo (XVIII secolo). Oltre ai dipinti, interessante è il giardino segreto. Il complesso è raffigurato sul secondo francobollo dei quattro che compongono la quarta emissione della serie "Ville d’Italia". Stampa: calcografia e offset su carta fluorescente Filigrana: privo di filigrana Dentallatura: a pettine 14 X 13 1/4 Disegnatore: Eros Donnini
Gioacchino Rossini. Il grande musicista nasce a Pesaro il 29 febbraio 1792 in quella casa che oggi ospita il museo a lui dedicato. Entrambi i genitori musicisti, ben presto impara a padroneggiare musica e canto; inizia al Teatro dell’Opera di Bologna, città dove va a vivere con la famiglia e dove inizia la carriera operistica. Esordisce a Venezia all’età di 18 anni con La cambiale di matrimonio cui fanno seguito L’equivoco stravagante, L’inganno felice, La scala di seta e La pietra di paragone con la quale raggiunge il successo. Le prime opere che gli valgono il successo internazionale sono del 1813: il serio Tancredi e la farsa comica L’Italiana in Algeri entrambe scitte per il pubblico veneziano. Nel 1915 assume la direzione artistica e musicale del teatro S.Carlo di Napoli. Sono di quel periodo capolavori come Il barbiere di Siviglia, Cenerentola, Otello e La gazza ladra. Sarà proprio la Cenerentola l’ultima opera buffa ad essere composta in Italia: l’importanza di Rossini nell’opera seria è pure assai rilevante, avendone arricchito il repertorio con capolavori come il Mosè in Egitto, La donna del lago e Semiramide. Dopo aver soggiornato a Vienna e a Londra, Rossini si stabilisce a Parigi dove viene nominato direttore del Theâtre Italien. Qui compone varie opere tra le quali spiccano la spettacolarità dell’Assedio di Corinto e la magnificenza del Guglielmo Tell. Nel 1829, all’età di 37 anni e all’apice della popolarità, smette di comporre e si ritira a vita privata. Comporrà ancora, ma solo per diletto; ciononostante darà alla luce alcune delle più belle pagine di musica sacra dell’Ottocento: lo Stabat Mater (1842) e la Petite messe solennelle (1864).
La prima emissione dedicata al grande compositore pesarese è stata la serie dei 150 anni dalla nascita, ultima commemorativa del Regno d’Italia (1942); due dei quattro valori raffigurano il monumento bronzeo del Conservatorio di Pesaro (c.25 e c.30), gli altri due riproducono un ritratto del musicista (c.50 e L.1). Stampa: rotocalcografia Filigrana: corona Dentallatura: a blocco 14 X 14 Disegnatore: Corrado Mezzana
Tra i francobolli della Repubblica Italiana, Rossini viene ritratto sul 50 lire commemorativo del centenario della morte, emesso il 25 ottobre 1968. Stampa: calcografia su rotativa (fluorescente) Filigrana: stelle tipo 4 Dentallatura: a pettine 14 X 13 1/4 Disegnatore: Eros Donnini
La Repubblica di San Marino, nella ricorrenza del secondo centenario della nascita di Rossini, non poteva esimersi dal commemorare l’evento con una bella emissione filatelica. I due valori (da 750 e 1200 lire) della serie del bicentenario rossiniano sono stati emessi il 3 febbraio 1992; il primo raffigura la scenografia dell’opera "Bianca e Falliero" in scena al Rossini Opera Festival del ’89 e le effigie del compositore da giovane; il secondo mostra l’impianto scenografico del "Barbiere di Siviglia" adoperato per la stagione operistica ’92-’93 della Scala di Milano. Stampa: rotocalco su carta bianca Filigrana: nessuna Dentallatura: a pettine 14 X 13 1/2
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